Scuola dell'infanzia di Via Corridoni
| Destinazione edificio: | Scuola dell'infanzia |
|---|---|
| Collocazione: | Via Liliana Rossi ang. Via Filippo Corridoni |
| Progettista: | Arch. Marco Meozzi |
| Anno progetto: | 1984 |
| Anno costruzione: | 1987/1995 |
Edificio ad un piano fuori terra organizzato con una tipica tipologia di nuclei (sezione di materna o di nido) aggregabili come aste intorno a dei nodi ubicati nelle estremità in modo tale da realizzare delle griglie aperte o chiuse a secondo delle esigenze di ampliamento. Il tipo di aggregazione realizza delle corti interne.
Sono contento che questa scuola sia ubicata in una strada che ricorda Liliana Rossi, Assessore alla Pubblica Istruzione che già negli anni sessanta molto si prodigò per la realizzazione delle Scuole materne a Prato. La genesi dei progetti a volte può essere anche molto casuale.
L'idea per questo asilo è nata praticamente a cena di amici, mentre sfogliavo il libro 'Storia della città' di Leonardo Benevolo. Rimasi colpito dalla pianta di una casa a corte cinese, casa borghese del seicento, modello che è stato preso come base dello sviluppo della città di Pechino.
Tutti gli ambienti
della casa si aprivano su uno o più cortili interni quadrati o rettangolari in modo tale da dare la voluta alternanza di ombra e di sole (Yin e Yang). Il testo illustrava addirittura il caso di una casa con questa tipologia trasformata in asilo senza alcuna modifica. L'asilo di via Corridoni era già nato.
L'edificio è costruito da nuclei aggregabili come aste intorno a nodi ubicati nelle estremità, in modo tale da realizzare griglie aperte o chiuse secondo le esigenze di ampliamento.
Grazie a questa tipologia saranno possibili, in una logica di sviluppo programmato, interventi successivi rapidi ed economici compatibilil con la morfologia propria dell'edificio.
I materiali usati sono quelli semplici della tradizione locale: pilastri e pareti in muratura di mattoni, copertura a capanna con tegoli e coppi su una struttura di capriate ed arcarecci lignei, pavimenti in legno o cotto; materiali
immediatamente riconoscibili dai bambini, che solitamente si trovano nelle loro case e rendono, quindi, l'edificio più accogliente senza provocare quel senso di estraniazione dovuto al primo contatto con un ambiente diverso dal solito.
L'edificio è costruito da nuclei aggregabili come aste intorno a nodi ubicati nelle estremità, in modo tale da realizzare griglie aperte o chiuse secondo le esigenze di ampliamento.
Grazie a questa tipologia saranno possibili, in una logica di sviluppo programmato, interventi successivi rapidi ed economici compatibilil con la morfologia propria dell'edificio.