Scuola primaria e palestra di Tavola
| Destinazione edificio: | Scuola elementare |
|---|---|
| Collocazione: | |
| Progettista: | Arch. Marco Meozzi |
| Anno progetto: | 1984 |
| Anno costruzione: | 1988/1991 |
La frazione di Tavola, all'estrema periferia Sud di Prato, é il luogo dove
un tempo erano localizzate le risaie e le cascine del Granduca di Toscana.
La nuova scuola é stata costruita all'inizio del paese, in una posizione panoramica
che ha fortemente influenzato la scelta della forma e dell'orientamento dell'edificio.
La scuola é costituita da un quadrato ruotato a 45° rispetto all'asse stradale,
allontanato da questo il più possibile per poter permettere una maggiore vista
sul territorio limitrofo. All'interno gli spazi sono organizzati secondo un
sistema a griglia ottagonale che permette la moltiplicazione dei punti di
vista sull'esterno, come in un grande caleidoscopio immerso nel verde: si
propongono vedute parziali del paesaggio rifiutando il panorama ma privilegiando
viste selezionate che ricostruiscono il contesto spaziale.
La stessa impostazione é stata seguita nella progettazione delle aule, anch'esse
di forma ottagonale per poter godere di viste sull'esterno con vari ed opposti
orientamenti Questi muri sono pensati come elementi capaci di assorbire ,
schermare e riflettere la luce a seconda dell'orientamento con il passare
del giorno, vere "pareti riflettenti".
Questo permette di sfruttare la luce naturale anche quando il sole si trova
dalla parte opposta dell'edificio sfruttando l'effetto riflessione del lato
interno della parete esterna. La pareti esterne, realizzate in mattoni a faccia
vista dotati di grandi aperture ad arco costituiscono dei diaframmi che modulano
la luce realizzando giochi di luce e di ombre che interrompono l'uniformità
degli spazi .
Se l'esterno dell'edificio é progettato come osservatorio nel verde volto
a incoraggiare ogni tipo di esplorazione nell'intorno spaziale, al centro
della scuola si trova uno spazio complementare: la 'piazzetta' interna centrale,
fulcro centripeto intorno al quale ruota l'intera organizzazione distributiva
e funzionale della scuola. Tutte le aule e gli spazi di relazione si affacciano
su questo spazio, rendendolo simile alla piazza di una città, circondata da
vicoli e strade.
Le pareti interne sono state trattate come pareti esterne di ipotetici edifici
e le stesse aperture hanno la tipologia tipica delle finestre di un edificio
residenziale. Si voleva provocare un processo di estraneazione contestuale,
giocando con l'esaltazione dell'equivoco tra 'esterno' ed 'interno'. La pavimentazione
a cubetti di porfido, tipica delle nostre città, la scelta degli apparecchi
luminosi quali lampioni del tipo stradale, le appliques con globo opaco in
grado di dare una luce morbida ed uniforme per richiamare le tipiche illuminazioni
esterne dei vialetti pedonali pubblici, sono episodi che concorrono a definire
la medesima filosofia progettuale.
L'interno è trattato come un unico volume immediatamente percepibile nelle
sua globalità grazie ai vuoti a tutta altezza. La forma circolare della palestra
si contrappone al quadrato della scuola ed una "piazzetta" interposta
fa da filtro. Un tunnel sospeso in metallo e vetro collega i due edifici.
La costruzione della palestra é prevista nell'anno 2001.